Il conflitto tra Russia e Ucraina continua a rappresentare una ferita aperta per l’economia mondiale. Secondo Kristina Hooper, Chief Market Strategist di Man Group, i danni causati dalla guerra, in particolare per quanto riguarda le raffinerie di petrolio, stanno avendo un impatto significativo sull’economia globale. “La guerra non mostra segni di volersi concludere a breve”, osserva Hooper, sottolineando come l’instabilità bellica continui a influenzare le catene di approvvigionamento energetico.
La Fed e l’incertezza sui tassi
Sul fronte della politica monetaria statunitense, regna una grande incertezza sulle mosse della Fed per questo autunno. Hooper ricorda che la scorsa settimana il governatore Chris Waller ha lasciato intendere di essere favorevole a un aumento dei tassi qualora l’inflazione non dovesse rallentare, definendo il dato sull’indice dei prezzi al consumo di agosto, in uscita alla fine di questa settimana, determinante per la sua decisione. “La posta in gioco è alta, poiché la Casa Bianca sta esercitando forti pressioni sulla Fed affinché tagli i tassi”, afferma Hooper, che aggiunge: “Sospetto che assisteremo a uno o due aumenti dei tassi entro la fine dell’anno, anche se non sono sicura che il presidente Warsh sarà tra i membri del Federal Open Market Committee che voteranno a favore”.
Il crescente disagio degli alleati esteri
Un altro tema caldo è il crescente disagio all’estero per l’imprevedibilità degli Stati Uniti. “Gli alleati degli Stati Uniti potrebbero non rimanere tali se dovessero subire solo gli svantaggi dell’alleanza senza trarne alcun vantaggio, come ad esempio un trattamento commerciale preferenziale”, avverte Hooper. La strategist di Man Group non si sorprende affatto che i Paesi Bassi, sulla scia della Francia all’inizio di quest’anno, stiano trasferendo il proprio oro fuori dagli Stati Uniti a causa della crescente instabilità geopolitica, per assicurarsi che sia prontamente disponibile in caso di crisi. “Dobbiamo seguire attentamente la situazione per vedere se gli investitori stranieri ritireranno altri investimenti dagli Stati Uniti per tenere il proprio denaro più vicino a sé”, aggiunge.
Elezioni di medio termine e rischi per la stabilità
Gli esperti politici hanno ipotizzato una vasta gamma di possibili scenari per le elezioni di medio termine di novembre. Hooper cita tra le possibilità il rischio di disordini civili in occasione del voto e che la Casa Bianca dichiari le elezioni fraudolente opponendosi all’insediamento dei membri del Congresso neoeletti. “Si spera che tutto proceda senza intoppi, poiché qualsiasi deviazione dalle regole rischia di accrescere il crescente malcontento estero nei confronti degli Stati Uniti”, commenta.
Il lento esodo dai titoli del Tesoro USA
Sul fronte degli investimenti, si osserva un lento e silenzioso esodo dai titoli del Tesoro statunitense. Norges Bank Investment Management ha proposto una significativa riduzione dell’esposizione ai titoli del Tesoro USA. “Si tratta certamente di una scelta di asset allocation, ma gli investitori stranieri devono considerare il rischio che gli Stati Uniti possano potenzialmente sospendere il pagamento degli interessi sul proprio debito per una serie di ragioni, tra cui quelle geopolitiche”, spiega Hooper, ricordando che un importante candidato alle presidenziali francesi abbia suggerito che anche la Francia dovrebbe non onorare il proprio debito. “Dovremo seguire da vicino la domanda degli investitori per i titoli di Stato in generale e per i titoli del Tesoro statunitense in particolare”, conclude.
Il rendimento del decennale USA e l’impatto sui mutui
La scorsa settimana, il rendimento del titolo del Tesoro USA a 10 anni ha raggiunto il 4,8%, avvicinandosi al livello del 5% che, secondo le previsioni di Hooper, raggiungerà facilmente quest’anno. “Questo è importante perché il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni ha un’influenza enorme sui tassi dei mutui, sui tassi dei prestiti auto e su altri importanti tassi di finanziamento”, spiega la strategist.
Il fenomeno dell’intelligenza artificiale
La spesa legata all’intelligenza artificiale continua a crescere in modo vertiginoso. Tuttavia, Hooper invita alla prudenza: “Ritengo che occorra essere consapevoli dei potenziali fattori che potrebbero rallentare tale spesa, e incidere negativamente sui titoli legati all’AI”. Tra questi fattori elenca l’aumento dei costi dei chip e dell’elettricità, l’aumento dei costi di finanziamento del debito legato all’AI e la crescente opposizione dell’opinione pubblica ai data center dedicati all’AI.
La spinta per l’economia dell’Eurozona
Passando all’Europa, Hooper osserva che si stanno iniziando a vedere i benefici degli effetti positivi della spesa per la difesa e per le infrastrutture, in particolare in Germania, e si aspetta che tali effetti si amplifichino in futuro. “Tuttavia, non è tutto rose e fiori nell’Eurozona, poiché in diversi paesi stanno guadagnando terreno partiti più estremisti, il che potrebbe causare turbolenze geopolitiche”, avverte. Le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt hanno rappresentato una vittoria importante per il partito di estrema destra Alternativa per la Germania.
Il bilancio autunnale del Regno Unito
Infine, sul Regno Unito, Hooper segnala incertezza riguardo al prossimo bilancio autunnale, prevedendo un aumento della volatilità fino al 28 ottobre, data di pubblicazione del documento. “Il Cancelliere si è mostrato risoluto nel confermare l’impegno alla responsabilità fiscale, ma probabilmente avrà bisogno di qualcosa di più delle parole per conquistare la fiducia degli investitori”, afferma Hooper. “Il grande mistero sarà quali tasse verranno probabilmente introdotte o aumentate e quali tagli alla spesa pubblica potrebbero essere attuati”, conclude.
