High yield e credito privato: combinazione ideale per i portafogli obbligazionari nel 2026 secondo Candriam

I mercati del credito privato e dell’high yield si confermano come fonti cruciali di opportunità per il prossimo anno, ma la strada per gli investitori sarà segnata da una parola d’ordine: selettività. Parola degli esperti di Candriam, che spiegano come mentre i recenti default negli Stati Uniti hanno riacceso i riflettori sui rischi nelle zone più speculative del credito, gli esperti sottolineano come la combinazione di queste due asset class possa offrire resilienza e rendimento, a patto di adottare un approccio rigoroso.

Il panorama: due mercati in evoluzione e un allarme default

I timori per valutazioni, trasparenza ed esposizione sistemica emergono in un contesto particolare: gli spread dell’high yield restano contenuti, le valutazioni nel privato sono eterogenee e le allocazioni in questi segmenti sono cresciute sensibilmente. Tuttavia, come spiegano gli analisti, non vi è evidenza di un rischio sistemico. Anzi, i due universi si avvicinano per dimensioni: negli USA, il credito privato sfiora ormai i 1.400 miliardi di dollari, eguagliando il mercato high yield tradizionale.

In Europa lo scenario è dinamico e in rapida ascesa. Secondo Preqin, il mercato europeo del credito privato è destinato a raddoppiare, avvicinandosi a 1.000 miliardi di euro entro il 2030. “Il ridimensionamento del ruolo delle banche non è più il principale motore di crescita”, spiega Charles-Henri Clappier, Partner – Head of KSO France & Business Development di Kartesia. “La domanda si sta invece spostando verso soluzioni di capitale su misura nel lower-mid market, sia da parte di sponsor di private equity che da operatori non sponsored”.

Clappier evidenzia una segmentazione cruciale: “Le operazioni di LBO sponsorizzate large cap subiscono una forte pressione competitiva. Al contrario, le transazioni di piccole-medie dimensioni, soprattutto quelle senza sponsor, offrono un deal flow di qualità, con condizioni che garantiscono rendimenti elevati e un forte controllo del rischio”.

La resilienza dell’high yield quotato

Sul versante quotato, l’high yield mostra caratteristiche difensive inattese. “Sebbene l’high yield comporti dei rischi, il mercato attuale è più difensivo rispetto ai cicli precedenti”, afferma Thomas Joret, Deputy Head of High Yield & Credit Arbitrage di Candriam. “La duration, prossima ai minimi storici, riduce la sensibilità ai tassi d’interesse”.

Joret sottolinea anche la qualità del mercato: “Gli emittenti con rating BB rappresentano una quota storicamente rilevante, con un’esposizione molto meno in sofferenza”. Prevede un aumento dei ‘fallen angel’ (società declassate da investment grade) nel 2026, ma non tale da intaccare il margine di qualità complessivo. Inoltre, dinamiche favorevoli tra domanda e offerta – con molte obbligazioni in scadenza non rimpiazzate e un attivo deleveraging degli emittenti – creano una relativa scarsità di titoli.

Complementarità e selezione: le chiavi per il 2026

La vera opportunità, concordano gli esperti, risiede nella complementarità tra i due mondi. L’universo dell’high yield quotato offre liquidità e resilienza macro, mentre il credito privato fornisce accesso a rendimenti premium e a operazioni su misura, lontano dalla concorrenza eccessiva.

A livello settoriale, entrambi gli universi mostrano una naturale protezione da alcune disruption tecnologiche. La concentrazione in energia, telecomunicazioni, sanità e industrie di base limita l’esposizione diretta alla rivoluzione dell’IA, la cui pressione sull’offerta di debito si scarica principalmente sul segmento investment grade.

In sintesi

“Il segmento high yield e l’universo del credito privato offrono una forte complementarità, creando opportunità varie e granulari per la costruzione di un portafoglio diversificato”, conclude Joret. Tuttavia, l’attuale contesto macroeconomico sottolinea la necessità di un approccio disciplinato. Con l’avvicinarsi del 2026, la capacità di selezionare gli emittenti, le operazioni e i settori giusti non sarà solo un vantaggio, ma un requisito essenziale per navigare con successo nel panorama creditizio.