La prosecuzione del ciclo economico globale, seppure a ritmi differenziati, rimane lo scenario di riferimento per il 2026. Secondo gli esperti di Eurizon, che nel loro ultimo report “The Globe” analizzano le prospettive d’investimento, “l’attenzione sarà sul mercato del lavoro USA e sui piani di investimento in Eurozona”, dopo la fine dello shutdown statunitense e la ripresa della pubblicazione dei dati macro.
Il quadro macro: crescita moderata e inflazione sotto controllo
Il consenso prevede per il 2026 un anno di “prosecuzione del ciclo economico globale”. Per l’Eurozona si stima una crescita dell’1,1%, in apparente rallentamento rispetto al 2025, ma solo perché quest’ultimo è stato gonfiato dagli anticipi delle esportazioni prima dell’introduzione delle tariffe USA. Negli Stati Uniti il Pil dovrebbe mantenersi stabile al 2%, “un ritmo di crescita stabile, superiore all’Eurozona, ma più basso rispetto alla prima parte del ciclo”. La Cina, con una crescita tra il 4,5% e il 5%, è considerata “un elemento di stabilizzazione del ciclo globale”, mentre l’inflazione, sia in Europa che oltreoceano, sembra aver completato il ritorno verso i target delle Banche Centrali.
Le Banche Centrali in pausa dopo i tagli
La Fed, dopo aver tagliato i tassi a settembre, ottobre e dicembre 2025, “è prevista rallentare il ritmo dei tagli a inizio 2026, visto che il livello obiettivo di tassi neutrali, al 3%, si sta avvicinando”. La BCE, invece, è già ferma su tassi allineati all’inflazione e, nello scenario centrale, “prolungherà l’inazione per tutto il 2026”. Un contesto che, secondo gli analisti Eurizon, “permetterebbe agli investitori di incassare il flusso cedolare offerto dai mercati obbligazionari e di realizzare guadagni in conto capitale, in caso di inatteso rallentamento del ciclo economico”.
La view d’investimento: obbligazioni e azioni sotto la lente
L’asset allocation proposta conferma un giudizio positivo sui titoli di Stato USA e tedeschi, sulla duration e sui tassi reali. Positivo anche il view sui titoli governativi periferici dell’Eurozona, in particolare Italia, e sugli spread corporate (Investment Grade e High Yield) di Stati Uniti ed Europa. Per le azioni si passa a un giudizio positivo, con preferenza per Europa ed Emergenti, seguiti da USA e Giappone. “Il movimento di breve appare tirato per i mercati azionari, ma la prosecuzione del ciclo economico (e degli utili), con tassi Fed in calo, è un solido sostegno di medio termine”, sottolineano gli esperti.
Le stime sugli utili corporate per il 2026 sono ottimistiche: +14,3% per l’Eurozona (Eurostoxx) e +14,4% per gli USA (S&P 500), sebbene “le attuali stime di consenso appaiono piuttosto ottimistiche, anche se non irrealistiche”.
Valute: dollaro sotto pressione
Si conferma il giudizio negativo sul dollaro, favorito dal ciclo di allentamento della Fed, mentre per le altre valute la view resta neutrale. L’euro, dopo aver sfiorato 1,19 a settembre, si è stabilizzato intorno a 1,17.

Il messaggio chiave
In un mondo in cui “i mercati obbligazionari scontano i tagli attesi e l’annunciata espansione fiscale” e quelli azionari appaiono “tirati, ma gli utili sono a supporto”, Eurizon indica la via di una strategia bilanciata, che punta sulla cedola obbligazionaria come fonte di rendimento e sulla crescita degli utili azionari come motore di medio termine, sempre con un occhio alla “polizza assicurativa anti-recessione” rappresentata dai titoli di Stato in caso di rallentamento inatteso.
