Dove stanno davvero entrando e uscendo gli investitori: le azioni più scambiate e i segnali per il 2026

“Grafici, previsioni e scenari macroeconomici affollano il dibattito finanziario, soprattutto nella parte finale dell’anno. Ma per capire come si muovono davvero gli investitori, talvolta conviene guardare a un indicatore più semplice e concreto: quali titoli finiscono più spesso negli ordini di acquisto e di vendita“. Ad affermarlo è Ruben Dalfovo, investment strategist di BG Saxo, che di seguito illustra la view nel dettaglio.

Secondo i calcoli di BG Saxo, da inizio anno a oggi i titoli più acquistati sono stati NVIDIA, Leonardo, Stellantis, STMicroelectronics e Banca Monte dei Paschi di Siena. Sul fronte opposto, le vendite vedono in testa Leonardo e Stellantis, seguite da NVIDIA, STMicroelectronics e UniCredit. Nel complesso, queste sei società concentrano circa il 10% di tutte le operazioni effettuate nel periodo analizzato, con una prevalenza di acquisti (58%) rispetto alle vendite (42%).

“Osservare dove si concentrano realmente gli scambi aiuta a capire cosa sta attirando l’attenzione degli investitori, al di là delle narrazioni dominanti”, spiega Dalfovo. “Questi dati non misurano i flussi netti o i volumi, ma rappresentano un termometro dell’interesse e dell’attività”.

Titoli al centro della scena, tra convinzione e ribilanciamento

Colpisce il fatto che quattro nomi compaiano in entrambe le classifiche: NVIDIA, Leonardo, Stellantis e STMicroelectronics. Una presenza che segnala un interesse operativo reale, fatto di ingressi, rafforzamenti, ma anche di prese di profitto e aggiustamenti tattici.

Un titolo molto scambiato non è necessariamente un titolo migliore”, sottolinea Dalfovo. “Può salire, scendere o semplicemente essere uno di quei nomi su cui tutti hanno un’opinione, spesso opposta a quella di altri investitori”.

Intelligenza artificiale: dal racconto alla verifica dei numeri

L’intelligenza artificiale resta una delle grandi calamite del mercato. NVIDIA è prima tra gli acquisti e terza tra le vendite, un mix che riflette un comportamento ormai più maturo. “Molti investitori continuano a credere nel potenziale di lungo periodo dell’AI, ma allo stesso tempo gestiscono la volatilità riducendo parzialmente l’esposizione quando i prezzi salgono”, osserva Dalfovo.

Secondo l’analista, il mercato sta entrando in una fase più esigente: “La domanda non è più solo quanto può crescere un titolo, ma se può generare utili stabili e sostenibili”. In questa prospettiva, il 2026 potrebbe segnare un cambio di passo, con maggiore attenzione a ricavi, margini e capacità di execution.

Anche STMicroelectronics, presente sia tra gli acquisti sia tra le vendite, offre una chiave di lettura interessante. “Da un lato c’è l’interesse per una tecnologia europea percepita come più vicina, dall’altro il titolo viene spesso usato come strumento di equilibrio del portafoglio”, spiega Dalfovo. “Non sempre c’è una logica emotiva dietro gli scambi, spesso si tratta semplicemente di gestione del rischio”.

Difesa: tema forte, percorso non lineare

Il caso più emblematico è quello di Leonardo, contemporaneamente tra i titoli più comprati e il più venduto. “È il segnale di un tema centrale, quello della difesa e dell’autonomia industriale europea, che però non segue una linea retta”, commenta Dalfovo.

Il titolo diventa terreno di costruzione delle posizioni, ma anche di ribilanciamento. “Chi è entrato prima realizza parte dei profitti, chi è sovraesposto riduce il rischio, chi è rimasto fuori attende fasi di debolezza”, aggiunge. Guardando al 2026, il focus potrebbe spostarsi dalla narrativa geopolitica a elementi più tradizionali: capacità produttiva, margini, tempi di consegna. “Il rischio è aspettarsi che la realtà operativa corra veloce quanto il racconto”, avverte l’analista.

Auto e banche: rotazioni più che giudizi

Stellantis, terza tra gli acquisti e seconda tra le vendite, riflette bene le tensioni del settore auto: grande visibilità, ma anche transizione complessa e incertezza sulla domanda. “In questi contesti è normale vedere un flusso continuo di entrate e uscite, perché molti investitori preferiscono gestire l’incertezza piuttosto che cercare il timing perfetto”, spiega Dalfovo.

Nel comparto bancario emerge invece una rotazione interna. Banca Monte dei Paschi di Siena è tra le più acquistate, mentre UniCredit figura tra le più vendute. “Non è una bocciatura del settore, ma una riallocazione”, chiarisce Dalfovo. “C’è chi cerca titoli più legati a eventi societari e chi, al contrario, riduce l’esposizione su nomi già molto presenti in portafoglio”.

La variabile chiave per il 2026 resta quella dei tassi di interesse. “Se il contesto resta stabile, il mercato tende a premiare le banche con utili più solidi. Se invece lo scenario macro cambia rapidamente, il settore bancario è spesso tra i primi a reagire”, conclude.

La piazza affollata e le scelte silenziose

Le azioni più scambiate assomigliano a una piazza affollata: attraggono attenzione, opinioni e strategie diverse. NVIDIA e STMicroelectronics mostrano che l’AI resta una grande promessa, ma con richieste più concrete. Leonardo racconta una difesa sempre più strutturale, ma anche soggetta a ribilanciamenti. Stellantis ricorda che le transizioni industriali sono fatte di curve. E il confronto tra Monte Paschi e UniCredit suggerisce una rotazione interna al settore bancario.

“Le piazze sono piene di voci”, conclude Dalfovo, “ma spesso i portafogli migliori nascono da decisioni prese quando il rumore si abbassa”.