Ormai i giochi sono fatti sui mercati finanziari, la liquidità inizia a scemare, le aste governative sono praticamente terminate e tutto il funding sui mercati obbligazionari è rimandato all’inizio del 2026, quando ci troveremo il solito inizio scoppiettante per consolidare i livelli di rendimenti su valori che possono essere un riferimento interessante per le aziende. E di solito la regola non scritta è sempre stata: ”prima emetto, meglio è”.
In ogni caso l’anno che abbiamo trascorso è stato molto interessante e possiamo sottolineare che i due titoli governativi che si sono evidenziati sono i nostri Btp per la parte “old economy”, mentre l’Argentina registra la migliore performance per quanto riguarda i mercati emergenti, grazie alle politiche vincenti di Milei che hanno riportato la fiducia degli investitori internazionali, culminando l’annata con il ritorno sui mercati attraverso l’emissione del primo bond in dollari dal gennaio 2018, il Bonar 2029N, che ha scadenza in data quattro, per cui presenta una durata iniziale di 4 anni. La cedola è stata fissata al 6,5% con pagamento semestrale, il prezzo di emissione è avvenuto nettamente sotto la pari, a 91 e il rendimento è stato del 9,26% lordo annuale. Si è trattato di un valore sostanzialmente in linea con le aspettative del Governo e a premio di 550 punti base sul Treasury di pari durata. L’emissione del Bonar 2029N è avvenuta per un importo di un miliardo di dollari, a fronte di richieste per 1,42 miliardi.
Tra i Paesi emergenti, una menzione va anche a El Salvador, dove l’incisiva politica del presidente Nayib Bukele, ha riportato il Paese dall’orlo del default a una stabilizzazione e ripresa dell’economia che spesso non viene ricordata nel nostro contesto europeo, dove l’attenzione e l’investimento è orientato più su altri Paesi dell’america latina.
Tornando al nostro Btp, quello che maggiormente si evidenzia, è il recupero dello spread contro il titolo leader in Eurozona, che è il Bund tedesco. Al inizio 2025, lo spread era a quota 117, con un massimo toccato in aprile a 129, sulla scia emotiva e destabilizzante per i mercati, data dall’annuncio del presidente Trump, relativamente ai dazi. Da quel momento però è iniziato per il nostro titolo di stato, un recupero che lo ha portato da fanalino di coda del gruppo europeo a essere invece verso il centro classifica, lasciando alla Francia e ad altri il compito di combattere per l’ultimo posto. Chiudiamo quindi l’anno sui minimi toccati nei giorni scorsi a quota 67.
Cosa non è sostanzialmente mutato è il rendimento, in quanto è più o meno sui valori d’inizio anno, di poco sopra il 3,5% per quanto riguarda la scadenza decennale. L’oscillazione è stata tra il 4,01% di massimo a metà marzo el minimo del 3,34% in ottobre. In ogni caso una volatilità molto più contenuta rispetto a quanto si era visto nei tre ultimi anni. Alla base di questa performance è la ritrovata fiducia per i nostri titoli da parte degli investitori internazionali e soprattutto la conseguenza dei rialzi di rating che le principali agenzie internazionali ci hanno assegnato, dopo anni di costanti retrocessioni.
Miglioramenti a livello di rendimento sono stati anche per i Treasury Usa che oscillano intorno al 4,1% d soprattutto per il Gilt UK che ha visto momenti in area 5% ed ora viaggia di poco sotto del 4,5%, con la Bank of England che ha proceduto ieri ad un taglio dei tassi di un quarto di punto, al 3,75%, avvenuto a maggior ragione dopo i dati di mercoledi sull’inflazione di novembre, inferiori alle attese e dopo il rallentamento della crescita.
Le emissioni sotto la lente
Quanto alla parte mercato le nuove operazioni sono state pochissime, tra queste Banco BPM ha richiamato un bond subordinato Tier 2 da 250 milioni di euro con scadenza il 14 gennaio 2031 (codice Isin XS2271367315). L’obbligazione è stata emessa a dicembre 2020 e scadeva a gennaio 2031, con call al 2026. L’obbligazione presentava una durata iniziale di dieci anni, stacca cedola lorda fissa del 3,25% annuale.
Maire Technimont ha proceduto al rimborso integrale del bond con scadenza ottobre 2028 (Isin XS2668070662). L’operazione è avvenuta al prezzo call previsto di 103,25. Il Senior Unsecured Sustainability-Linked Notes da 200 milioni di euro era stato emesso in data 5 ottobre 2023. La società è attiva nel settore ingegneristico, tecnologico ed energetico.
In area retail, colpo di coda di Goldman che ha emesso 1,75 miliardi di bond con scadenza nel 2035 e cedola del 3,984% al prezzo di 100. Il taglio è da mille euro con multipli di mille. E’ probabile che prossimamente il titolo possa entrare nelle piattaforme di Borsa ed essere negoziato più facilmente rispetto al mercato solo Otc (over the counter). Isin XS3255333315 con rating BBB+.
Rumor che Eni sia pronta a lanciare un bond ibrido per un miliardo di euro nelle prossime settimane, essendo uno dei primi emittenti solitamente a presentarsi al mercato a inizio anno.
A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker
