Nel dibattito infinito tra obbligazioni e azioni, un nuovo e potente segnale si sta facendo strada secondo uno dei gestori obbligazionari più noti d’Europa. Richard Woolnough, fund manager di M&G Investments, rilancia una sua analisi ispirata dai memo del guru degli investimenti Howard Marks, con una conclusione chiara: i Treasury USA offrono oggi un punto di partenza più attraente rispetto alle azioni dell’indice S&P 500, valutato a livelli storicamente elevati.
L’ispirazione arriva da Oaktree. “Il suo memo di gennaio di quest’anno sulle azioni ci ha spinto a approfondire ulteriormente l’attrattività relativa delle obbligazioni rispetto alle azioni”, scrive Woolnough nel blog “Bond Vigilantes”. Marks ha aggiornato i suoi pensieri in agosto, un segno che la questione è “seriamente sulla sua mente. È anche sulla nostra”, aggiunge il gestore.
Il modello “WOOLY”: un confronto semplice ma efficace
Il cuore dell’analisi è il confronto tra il rendimento prospettico dell’S&P 500 (basato sugli utili attesi) e il rendimento “certo” di un titolo di Stato USA a 10 anni. Woolnough utilizza quella che definisce la “WOOLY Curve” (Weighted Outcome On Long-term Yields).
“Il principio dell’investimento è una funzione della scelta di un buon investimento al prezzo giusto. Quando guardiamo all’S&P 500, ci sono molte grandi aziende, ma il prezzo è economico, equo o costoso?”, si chiede il fund manager. La risposta, secondo i suoi grafici, arriva dal confronto diretto: “Quando il rendimento del bond a dieci anni è superiore al rendimento prospettico storico modellato per le azioni su 10 anni, allora in questo semplice modello le obbligazioni sono economiche rispetto alle azioni”.
Le lezioni dalla storia: dalla bolla tech alla crisi finanziaria
L’analisi storica della WOOLY Curve offre una validazione potente. “È chiaro quali regimi segnano un punto di partenza attraente per le azioni rispetto alle obbligazioni: la crisi finanziaria globale e la crisi dell’Eurozona”, osserva Woolnough. Allo stesso modo, il grafico mostra che “la bolla tech fu un momento in cui preferire le obbligazioni alle azioni”.
Oggi, i marcatori bianchi per il 2025 raccontano una storia familiare. “I marker bianchi per il 2025 riecheggiano che il punto di partenza per i rendimenti obbligazionari USA è attraente rispetto all’indice S&P 500”, afferma il gestore di M&G. “Le cose sono sempre diverse, ma il fondamentale punto di partenza analitico rimane lo stesso”.
“Comprare bene”, non solo “comprare cose buone”
Woolnough conclude ricordando una massima di Howard Marks che ben si applica al contesto attuale: “Il successo negli investimenti non viene dal ‘comprare cose buone’, ma piuttosto dal ‘comprare bene le cose’”.
Il messaggio per gli investitori è quindi di scrutinare i prezzi, non solo la qualità. In un momento di valutazioni azionarie generose e rendimenti obbligazionari tornati a livelli significativi, il semplice modello presentato da Woolnough suggerisce che la pazienza e la disciplina nel valutare il “prezzo giusto” potrebbero premiare chi guarda al lungo termine, forse proprio partendo dal mercato obbligazionario.
