Gli spread del credito sovrano dei mercati emergenti (EM) chiuderanno il 2025 a livelli storicamente molto compressi, dopo un anno di resilienza e solidi rendimenti totali. Tuttavia, questa forza lascia il passo a uno scenario per il 2026 in cui l’attrattiva è ridotta e i rendimenti futuri dipenderanno principalmente dal “carry” (il rendimento da cedola), mentre è atteso un modesto allargamento degli spread. È l’analisi contenuta nel report “EM Sovereign Credit: Rerunning the Script” pubblicato da Goldman Sachs.
“2025 è stato ancora un anno di resilienza e solida performance per il credito sovrano emergente”, scrivono gli analisti, sottolineando come la volatilità di inizio aprile sia stata rapidamente riassorbita. Il risultato è che gli spread si apprestano a chiudere l’anno più stretti su base netta, sostenendo rendimenti totali anno-to-date superiori al 12%.
Proprio questo vigoroso rally, tuttavia, crea una “asimmetria ancora più sfavorevole” in vista del nuovo anno. Gli spread si trovano ora “all’1° percentile di strettenza degli ultimi dieci anni” attraverso i rating IG, BB e B, livelli storici che appaiono “ancora più tesi rispetto ai percentile degli spread delle società statunitensi”. Inoltre, il valore degli spread risulta elevato non solo storicamente, ma anche “relativamente ai fondamentali macro e creditizi” del modello proprietario di Goldman Sachs, con un divario di circa 60 punti base tra gli spread reali e quelli impliciti dal modello.
Nonostante queste valutazioni “strette”, gli esperti di Goldman Sachs si attendono un allargamento degli spread nel 2026 “relativamente contenuto”, grazie a un quadro macro di base favorevole che include una crescita statunitense in ripresa e un allentamento continuato della Fed. Hanno quindi rivisto al ribasso di 30 bp il target a 12 mesi per lo spread hard currency EM, portandolo a 300 bp (da 330 bp), “il che implica un allargamento di circa 40 bp dai livelli attuali”.
In questo contesto, la strategia di investimento raccomandata per il 2026 è un approccio di “defensive carry”. “Dati spread poco attraenti ma rendimenti ancora elevati, manteniamo un approccio di ‘carry difensivo’ per selezionare i nostri long preferiti per il 2026”, spiegano gli analisti. Questo significa scegliere Paesi dove il rendimento da cedola è attraente e esiste un “buffer fondamentale” che possa proteggere da un eventuale allargamento degli spread.
Nell’universo Investment Grade (IG), gli esperti di Goldman Sachs segnalano Ungheria e Perù, che “si distinguono per proiezioni di saldo delle partite correnti significativamente più solide per il 2026” a fronte di livelli di carry simili al resto dell’indice. Nell’High Yield (HY), la preferenza va a Egitto, Kenya e Pakistan, dove “l’elevato carry si accompagna a notevoli miglioramenti macro idiosincratici”, e al Sudafrica, per posizionarsi su un continuo outperformance fiscale.
La strategia difensiva prevede anche l’abbinamento con hedge (coperture) contro rischi specifici. Si consigliano coperture su Brasile e Colombia per proteggersi dalla volatilità di azioni e tassi USA e dall’incertezza politica in un anno elettorale. Altri hedge sono suggeriti contro il calo del prezzo del petrolio (previsto dal team commodities della banca) in Angola, Bahrein e Oman, Paesi molto sensibili alle fluttuazioni del greggio e con fondamentali macro deboli.
Il report evidenzia inoltre come il rimbalzo dei bond di Paesi ad alto rendimento più fragili, straordinario nel 2024, abbia perso parte del vigore nel 2025. “Pensiamo che la generazione di alpha continuerà a provenire dai nomi HY di rating più basso nel 2026, ma l’entità dell’outperformance sarà probabilmente più limitata che negli anni passati e richiederà catalizzatori concreti”, in particolare in Argentina, Libano e Ucraina.
Infine, gli esperti di Goldman Sachs si attendono che l’emissione di bond sovrani in valuta forte da parte dei Paesi emergenti rimanga sostenuta nel 2026, toccando circa 190 miliardi di dollari, leggermente al di sopra dei livelli anno-to-date, favorita dagli spread ancora complessivamente contenuti e dall’elevata domanda di mercato.
