L’estate si è chiusa all’insegna dell’ottimismo per i listini globali, trainati in particolare dalle ottime performance registrate nei settori delle materie prime, dell’energia e della tecnologia nel mese di agosto. Di contro, comparti come i servizi di pubblica utilità, il settore immobiliare e i beni di consumo di prima necessità hanno faticato a tenere il passo. Ma cosa ci riserva l’autunno in un clima di crescente incertezza economica globale?
La resilienza dei mercati e il ruolo cruciale dei profitti
Nonostante l’aumento dei rischi all’orizzonte, le prospettive a breve termine rimangono positive. Analizzando la tenuta dei listini, gli esperti del team strategico di DJE Kapital spiegano che “una ragione chiave della resilienza dei mercati azionari fino a oggi è la crescita degli utili”. Molte grandi aziende continuano, infatti, a registrare incrementi significativi dei loro profitti, fornendo una solida base per le quotazioni. “L’aumento dei prezzi azionari è quindi guidato principalmente dalla crescita degli utili piuttosto che da multipli di valutazione più elevati”, sottolineano gli esperti del team strategico di DJE Kapital.
L’attuale contesto macroeconomico presenta delle analogie con le fasi storiche caratterizzate da “elevati tassi d’interesse, alti prezzi dell’energia e pressioni iniziali sul mercato immobiliare”, ma le banche odierne vantano bilanci molto più robusti rispetto alla crisi del 2007. Curiosamente, la psicologia degli investitori gioca a favore dei mercati: dal punto di vista del sentiment, gli esperti del team strategico di DJE Kapital osservano che “in breve tempo la percentuale di operatori pessimisti è quasi raddoppiata rispetto a quella degli ottimisti”. In un’ottica contrarian, questo eccessivo pessimismo rappresenta paradossalmente un forte fattore di supporto, aiutando a spiegare perché l’ultimo rialzo dei tassi da parte della Fed sia stato vissuto dai mercati quasi come un “non-evento”.
Le opportunità all’orizzonte: dal Giappone all’IA
Guardando alle opportunità di investimento, l’attenzione si sposta su specifiche aree geografiche e settoriali. Gli esperti del team strategico di DJE Kapital notano come in Giappone “i flussi continui dall’estero e in misura crescente anche dagli investitori retail domestici incontrano una forte crescita degli utili societari”. Questa tendenza nipponica è inoltre sostenuta da una maggiore propensione aziendale al riacquisto di azioni proprie e da una solida crescita del credito bancario.
Nel campo dei combustibili fossili, il quadro resta solido: nel settore dell’energia e del petrolio “la domanda si mantiene robusta e le strozzature dell’offerta […] continuano a fornire un elemento di sostegno”, anche a causa delle sanzioni e delle interruzioni nella capacità di raffinazione russa.
Un capitolo a parte lo merita il filone dell’Intelligenza Artificiale. Sebbene le discussioni su misure di sicurezza più stringenti possano frenare il lancio di nuovi software, gli esperti del team strategico di DJE Kapital affermano rassicuranti che “ciò non suggerisce un rallentamento nell’espansione della capacità di calcolo” e che “al momento non sono previsti tagli ai budget di spesa”. Di conseguenza, il settore dei semiconduttori, oggi quotato ben al di sotto dei suoi massimi, “presenta più opportunità che rischi nel quarto trimestre”. Questo boom tecnologico ha però un effetto collaterale: la fame di elettricità dei data center si scontra con limiti di capacità, diventando un nodo strutturale vitale per il settore dei servizi di pubblica utilità.
Le ombre sul 2027: Tassi, immobiliare e i rischi del tech
Non mancano tuttavia le nubi all’orizzonte, e su un arco temporale di dodici mesi il contesto economico potrebbe deteriorarsi. Allargando lo sguardo al 2027, gli esperti del team strategico di DJE Kapital mettono in guardia sul fatto che “elevati tassi d’interesse reali stanno gravando sempre più sulla spesa dei consumatori e sulle imprese, aumentando il rischio di un rallentamento della crescita economica nel corso del prossimo anno”.
Il livello dei tassi d’interesse, ora attorno al 5%, fa sì che la spesa per gli interessi occupi una fetta sempre più ampia del bilancio statunitense. Questo peso si fa sentire anche sull’economia reale, con un real estate in sofferenza: “lo stock di abitazioni invendute è in aumento negli Stati Uniti e la situazione rimane tesa anche nel settore immobiliare commerciale” in Germania, dove le insolvenze potrebbero crescere nel medio termine.
Infine, anche la grande corsa verso l’IA comporta vulnerabilità. Osservando i metodi di finanziamento del comparto tech, gli esperti del team strategico di DJE Kapital segnalano volumi elevati di emissioni obbligazionarie e l’aumento degli spread per le grandi società del cloud, indicando “rischi di credito in crescita”. Gli analisti lanciano un monito cruciale: “qualora singoli grandi fornitori di IA dovessero riscontrare difficoltà di finanziamento, ciò possa innescare una correzione di mercato più ampia”.
In aggiunta a queste tensioni sistemiche, nel breve termine non è da escludere una fase di mercato più debole in autunno per motivazioni stagionali legate a settembre, o per la possibilità che una grande Ipo prosciughi temporaneamente liquidità al mercato, senza dimenticare il rischio di carenze energetiche regionali europee in caso di un inverno particolarmente freddo.
